Palasport, Beghin: «Sospese le procedure commerciali per il Waterfront Mall». Atti all’avvocatura per cercare una falla nel procedimento della giunta Bucci

L’assessora al Commercio risponde alla mozione del consigliere Pd Marangoni: «Iter partito nel 2021, ampia autorizzazione generalista già concessa. Solo una parte minima legata al tema del mare». Sarà, dunque un centro commerciale di grande distribuzione e negozi normalmente presenti in questi centri in Italia e in tutto il mondo occidentale. L’obiettivo della giunta Salis è quello di «tutelare i cittadini e il Comune»

Dall’arena del concerto dei dei Beatles e delle altre grandi esibizioni musicali al “Waterfront Mall” da 122 negozi e fast food. Il futuro del Palasport al centro di polemiche in consiglio comunale. Al centro del dibattito, la mozione presentata dal consigliere Pd Edoardo Marangoni, che ha accusato la passata giunta Bucci di aver svenduto un simbolo cittadino, trasformandolo in un centro commerciale “generalista”, privo di vero legame con lo sport o la nautica. A rispondere, l’assessora al Commercio Tiziana Beghin, che non ha nascosto la complessità della situazione: “Un’eredità difficile, su cui stiamo cercando di intervenire tutelando l’interesse pubblico”.

Beghin ha ricostruito lo stato dell’arte del progetto: la struttura è oggi proprietà di un privato, con un’autorizzazione commerciale rilasciata dal Comune nell’agosto 2021 che consente l’apertura di un distretto tematico con 15 mila metri quadrati di superficie di vendita. “Il problema – ha detto l’assessora – è che solo una parte minima è vincolata al cosiddetto tematismo, e le categorie previste sono talmente generiche da includere quasi qualsiasi attività commerciale. Mare e nautica? Totalmente assenti”.
L’allarme delle categorie
Beghin ha ricordato che nei locali già esiste un esercizio di grande distribuzione “difficilmente riconducibile alla promozione delle eccellenze territoriali”. E ha sottolineato le preoccupazioni degli operatori economici della zona e delle associazioni di Categoria, confcommercio e Confesercenti: “La vicinanza del Palasport alle attività locali, senza un coordinamento urbanistico e commerciale, rischia di generare un impatto devastante. Per questo ho chiesto agli uffici di sospendere ogni procedura legata alla prosecuzione delle attività del centro e ho trasmesso tutti gli atti all’Avvocatura comunale per un parere legale”.
Scontro politico e polemiche storiche
Il consigliere Marangoni non ha risparmiato accuse. In un lungo intervento polemico ha ricostruito le tappe del progetto, ricordando le promesse di Marco Bucci in campagna elettorale (“niente centri commerciali”), le inaugurazioni ripetute del progetto in diverse vesti, e la progressiva trasformazione della struttura da centro sportivo a mall generalista. “Dal Palasport al Palabucci Retrofront”, ha ironizzato. “La visione della città delle giunte Bucci e Picciocchi è stata chiara: fare supermercati ovunque, senza coordinamento né ritorno pubblico, desertificando commercio e tessuto sociale”.
Il consigliere ha criticato anche le scelte urbanistiche, l’assenza di un’analisi sull’impatto viabilistico e la mancanza di una “locomotiva commerciale” in grado di attrarre visitatori da fuori città. “È un progetto pensato senza visione – ha detto – e oggi ne paghiamo le conseguenze”. Ha poi elencato le insegne annunciate nel nuovo mall: dai marchi dell’abbigliamento come Levi’s e North Sails ai fast food internazionali come McDonald’s e Burger King. “Dov’è l’offerta gastronomica territoriale promessa? Dov’è la nautica? Dov’è lo sport?”, ha chiesto retoricamente.
Assente l’opposizione, presente la polemica
A rendere il clima ancora più teso, il fatto che l’opposizione (maggioranza con la precedente amministrazione, con l’allora assessore al Commercio della giunta Bucci Paola Bordilli che oggi è consigliera comunale e capogruppo della Lega) avesse precedentemente abbandonato l’aula. “Mi dispiace – ha detto Beghin – spero non sia il segno che non sono interessati al futuro del Palasport. Questa è una questione che merita attenzione e responsabilità”.
Nel frattempo, la giunta Salis cerca una via d’uscita legale e politica da una vicenda che rischia di diventare emblematica della transizione tra la vecchia e la nuova amministrazione. “Il nostro obiettivo – ha concluso l’assessora – è chiaro: tutelare l’ente, i cittadini e i commercianti, evitando di dare il via libera a una trasformazione che, così com’è, rischia di fare più danni che benefici. Ma servono strumenti giuridici solidi per agire senza esporre il Comune a rischi”.
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